venerdì 3 settembre 2010 contatti

Il paese di Fregona

Introduzione

Fregona, sorta sulle colline dell'altipiano del Cansiglio in età preromana, è oggi un paese di circa 3000 abitanti lungo la Statale che sale da Vittorio Veneto. Favorita dal clima fresco d'estate e temperato d'inverno, ha da sempre avuto una notevole ricchezza di prodotti agricoli. Abitato nell'800 da popolazioni Cimbre, Fregona è ubicata sulle pendici del Cansiglio e del Monte Pizzoch, all'estremità nord-orientale del territorio della Valsana. Un tempo il territorio comunale era ricco di boschi sfruttati come riserva di legname dalla Serenissima e successivamente dai carbonai, da allevatori e da scatolieri che lavoravano il legno di faggio.

Cenni Storici

L'esistenza di condizioni particolarmente favorevoli agli insediamenti, quali la posizione soleggiata, la facilità di rifornimenti idrici e non ultima la possibilità di difendersi da eventuali pericoli esterni, consente di affermare con tutta tranquillità che Fregona fosse abitata ancora in epoca preromana, come del resto lo conferma il rinvenimento di tre asce enee a piccole alette, riferibili all'età del ferro.

La presenza romana, oltre ai numerosi toponimi di derivazione latina, è testimoniata da monete degli imperatori Tiberio e Massimino il Trace; quest'ultima è stata trovata ai piedi della Torre di Nastego alle Fratte, riportata nelle mappe anche come Torre di Matrucco. Secondo l'ipotesi più accreditata, anche il nome Fregona deriverebbe dalla parola latina frigus, freddo, e in particolare dall' espressione frigonia tellus, ossia terra della Friga che, con il Carron, è il suo più importante corso d'acqua. In età feudale, Fregona appartenne prima al vescovo-conte di Belluno, poi alla Signoria dei Caminesi, di stirpe longobarda, che a Piai avevano un loro castello di cui ora non resta altro che un cumulo di rovine, da dove nel Cinquecento venne dissotterrata una preziosa cassaforte, rinforzata da lamine di ferro, che ora è custodita nell'arcipretale. Venezia che ne venne in possesso definitivo nel 1422.

Nel 1509 avvenne un fatto d'armi importante per la storia di Fregona; infatti la notte del 20 luglio un drappello di uomini qui reclutati da Francesco Forte per conto della repubblica di Venezia si rivelò determinante per il recupero della città di Serravalle, in precedenza occupata da 800 soldati dell'imperatore Massimiliano d'Asburgo. In segno di riconoscenza la Serenissima inviò una propria "ducale", tuttora custodita nella sede municipale, con la quale i Fregonesi venivano beneficiati di particolari privilegi, come l'esenzione da contribution di tasse, di soldati et altri dazi, privilegi goduti fino alla caduta della repubblica nel 1797. L'episodio è stato dipinto da Pierantonio Chiaradia nel 1988 su tela, ora custodita nella sala consigliare. Anche lo stemma del comune lo ricorda, infatti rappresenta due spade incrociate d'argento con le else d'oro dietro un castello di colore rosso con merlatura guelfa ed alta torre centrale, evidente richiamo al castello di Piai.

Approfondimenti

Dal punto di vista artistico, Fregona si contraddistingue per la celebre Pala di S. Giorgio di Francesco da Milano nella parrocchiale di Osigo, e per l'affresco Crocifisso e le anime del Purgatorio di Sebastiano Ricci nella chiesa arcipretale, dove si trovano anche sculture di Giuseppe Bernardi Torretti, maestro del Canova, e due tele della bottega del Tiziano.

Il territorio è contrassegnato da numerose ville venete, quali Villa Altan-Pancetti, Villa Trojer-Salvador e Villa Todesco-Salvador. Suggestivo è il paesaggio naturalistico offerto dalle Grotte del Caglieron, ambiente veramente singolare di grotte formatasi nel tempo in seguito all'intervento dell'acqua e dell'opera dell' uomo. Numerose passeggiate ed escursioni si possono effettuare attraverso i vari sentieri che si articolano sul territorio.

L'attrattiva principale è data dalle Grotte del Calieron, grotte nate dall'erosione naturale e dall'opera di estrazione dell'uomo. Fiore all'occhiello di questo territorio è il vino DOC Colli di Conegliano - Torchiato di Fregona, ottenuto con un laborioso procedimento di torchiatura di tre qualità di uve bianche locali precedentemente appassite su appositi graticci.

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